mercoledì 24 agosto 2011

Ci sono un americano, uno svizzero, una spagnola (niente doppisensi), un greco, un olandese e due italiani a Xi'An, in Cina...

No, non è l'incipit di una barzelletta ma una semplice frase che descrive gli ultimi 5 giorni appena passati.

Ebbene sì, sono da poco tornato da 20 giorni di business + holidays in Cina, davvero un'esperienza da raccontare un domani ai nipotini.

La Cina è un paese strano: sicuramente rappresenta il futuro dell'economia mondiale (fidatevi, nel giro di 10 anni questi conquisteranno il mondo) d'altro lato la sua continua censura, il suo essere di fatto una non-democrazia mi ha lasciato non poco perplesso.

Piuttosto che di Great Wall, vorrei parlare di Great Firewall: in Cina tutto è sotto controllo del governo (governo monopartitico, tutto è guidato dal PCC, il partito comunista cinese). Tutto. A cominciare da ciò che il PCC teme più di ogni altra cosa: internet. Con particolare attenzione ai social networks. In Cina i social networks sono oscurati, esattamente come youtube (e per gli interessati, anche youporn) e molte pagine di wikipedia. Ovviamente esistono vie non proprio legali per postare nella propria pagina di facebook (e non sta a me raccontarvi come) ma il tutto rimane comunque preoccupante. Preoccupante perchè trovo difficile che una nazione sviluppata come la Cina conceda così poche libertà ai propri cittadini.

Lo ammetto, per uno come me che trascorre su internet (anche per lavoro) quasi 12 ore al giorno è stata dura, molto più dura delle intossicazioni alimentari (però che buona l'anatra di Pechino...). Frustrante forse è la parola giusta.

In generale non mi è piaciuto troppo quello che ho visto (sono stato comunque solo in due città: Pechino e Xi'an): città troppo caotiche (dovrebbero introdurre un corso di sopravvivenza per turisti finalizzato all'attraversamento di una qualsiasi strada anche sulle strisce pedonali con tanto di semaforo verde), totale impossibilità di comunicare se non a gesti (e considerando che parlo bene due lingue, e conosco le basi di altri tre è stata un'altra cosa parecchio frustrante), assenza totale di pane e formaggio (terribile per un "olandese" come me) e in generale l'impressione di non essere mai entrato "in feeling" con questo grande  paese.

Comunque, non fraintendetemi è stato in fin dei conti un viaggio positivo a cui non sono mancati i momenti belli da ricordare.




E ora, sotto con la Svezia...

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